| Campo nell'Elba |

|
| Stemma |
 |
| Mappa |
 |
| Campo nell'Elba |
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Superficie: 55,66 Kmq.
Coordinate Nord: 42°45'0"N
Coordinate Est: 10°14'0"E
Altitudine: mt. 2 s.l.m.
Abitanti: 4452 (81 ab/kmq)
Prefisso Telefonico: 0565
Cap: 57034
Codice Istat: 049003
Codice Catastale: B553
Nome Abitanti: Campesi
Santo Patrono: San Gaetano
Festa patronale: 7 agosto |
| Numeri Utili |
Comune 0565979311
Carabinieri 0565976003
Polizia Municipale:
0565976590
Protezione Civile: 800432130
Pubblica Assistenza:
0565977663
Croce Rossa: 0565979006
Corpo Forestale: 056599059 |
| |
| Campo nell'Elba Isola d'Elba |
 |
| Campo nell'Elba |
La mezzaluna di sabbia bianca, lunga quasi due
chilometri, che si affaccia sul golfo di Campo è una delle mete balneari più
apprezzate dai turisti. Pochi sanno che questo arenile dove ogni estate
avviene una vivace e colorata invasione di ombrelloni e sdraio, in passato è
stato insanguinato da invasioni ben più drammatiche. Un tratto di costa così
basso era infatti un invito all'approdo per ogni genere di assalti, dalle
sanguinose scorrerie corsare fino all'ultimo non meno cruento sbarco
alleato del 1944 per la liberazione dell'isola. Per questo su un angolo di esso vi fu posta
una delle tante torri difensive che vigilano sui porti dell'Elba.
Ai piedi di questa elegante ma non certo maestosa vedetta si è sviluppato un grappolo di case, che in progresso di
tempo ha formato il nucleo di Marina di Campo. Il borgo ha iniziato a
definirsi tale in tempi recenti, nel corso dell'Ottocento, quando ormai le
intemperanze piratesche erano solo un ricordo. Le sue antiche vocazioni erano la
pesca e l'agricoltura. La prima specialmente è stata il motore principale
dello sviluppo demografico del porto: essa catalizzò in questo angolo di Elba
pescatori provenienti dal Sud Italia, soprattutto la Campania. Il resto della
retrostante pianura, dove oggi Marina di Campo va espandendosi era invece votato
alle coltivazioni in gran parte viticole. Appare quasi incredibile vedere dalle
vecchie (ma neanche tanto) foto della località di vigneti quasi a ridosso del bagnasciuga.

Per scoprire la storia di questa parte dell'isola bisogna salire. Più alta è la quota più andiamo a ritroso nel tempo,
quasi che i vecchi campesi vedessero il mare con sempre
minor diffidenza col passare degli anni. D'altra parte ne
avevano ben donde: vi furono periodi il cui contatto con esso era foriero di
lutti e disgrazie, quindi meglio vivere sugli scoscesi contrafforti del
monte Capanne. Salendo troviamo così i due graziosi paesi di San Piero e Sant'Ilario, l'uno a vista dell'altro.
A Sant'Ilario le abitazioni sono tutte raccolte intorno a una bella piazzetta, da cui si dipartono viuzze
strette fra i fiori, e su cui si affaccia la chiesa parrocchiale, dedicata a san
Francesco. Il campanile di essa si mostra slanciato e massiccio verso il
cielo. Non è un caso: in epoche in cui le invasioni erano un'impellenza
costante, anche questo tipo di strutture svolgevano un ruolo di vigilanza.
La piazzetta più caratteristica di San Piero prende il significativo nome di Belvedere, anche se è conosciuta dagli
indigeni come Facciatoia. Da essa si scorge il panorama sulla sottostante Marina
di Campo. Si affaccia su di essa, ma quasi ritirata quasi a volersi proteggere dagli
sguardi indiscreti con la sua corona di pini intorno, la chiesa di San
Niccolò, l'unica romanica elbana a due navate, con affreschi
quattrocenteschi all'interno. E' circondata da bastioni dagli spigoli acuti, quasi a voler ricordare
anch'essa che la ferocia corsara non si fermava neanche di fronte a un luogo di culto.
San Piero è anche la capitale elbana del granito, estratto ancor oggi in cave
poco lontane. E se ci spingiamo per i sentieri che
sovrastano Cavoli e Seccheto possiamo metterci
alla ricerca di estrazioni ancora più antiche e notare
in alcuni punti colonne sbozzate abbandonate sui fianchi delle
colline. Romani prima e pisani poi hanno scalpellato queste coti
granitiche per secoli per ricavarci colonne o decorazioni per i loro monumenti.
Saliamo ancora di quota per incontrare vestigia medievali. Le tracce più evidenti sono il la torre di San Giovanni,
edificata intorno all'anno Mille, appollaiata su una cote granitica, a
dominare su tutto il golfo di Campo; e la vicina chiesa romanica.

Per visitare resti di nuclei protostorici occorre inerpicarsi
sui contrafforti più impervi del monte Capanne, e raggiungere località
come le Mure, Macinelle. E' qui che trovavano rifugio genti di
cultura subappenninica, dedite a pastorizia e agricoltura, ma anche al commercio e
forse alla lavorazione dei metalli. Testimoni di queste frequentazioni sono
i demoliti pastorali, detti localmente caprili, utilizzati fino a
pochi decenni fa: abituri a forma di igloo, costruiti a secco con massi di
granito, a volte anche ricavati da cavità nelle rocce,
così simili ai nuraghi sardi. Ma a cercare bene tra la
macchia si notano anche tombe domeniche, muraglie
di difesa a secco e “sassi ritti”, spesso considerati avanzi di coltivazioni recenti.
Non solo dal punto di vista storico e archeologico val la
pena di avventurarsi sui sentieri della parte più solatia del Monte Capanne
(sempre però con una buona carta, e mai prendendo sottogamba escursioni che
possono rivelarsi più ostiche di quanto sembrino). Anche l'aspetto
paesaggistico ha il suo interesse. In primavera è straordinario lasciarsi inebriare
dai profumi della macchia bassa, da cui spuntano coti dalle curiose forme,
e sotto cui spuntano fioriture anche di specie rare. Se poi il sole picchia
duro, si può sempre passeggiare sotto lecci, pini e castagni del monte
Perone, dove si trova anche un'area attrezzata a picnic.

|
| Il Comune di Campo nell'Elba è: |
Località balneare segnalata con tre vele nella Guida Blu di Legambiente
Parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano |
| Località e Frazioni di Campo nell'Elba |
Marina di Campo, Seccheto,
Sant'Ilario e la Pila, San Piero, Isola di Pianosa |
 San Piero |
 S. Ilario |
 La Pila |
 Fetovaia |
 Cavoli |
 Seccheto |
| da visitare a Campo nell'Elba |
 Torre Marina di Campo |
 Torre di San Giovanni |
 Chiesa di San Giovanni |
 Nave Romana a Cavoli |
 Caprili sul M. Capanne |
 Chiesa di San Pietro e Paolo |
Il centro storico, che si agglomera sotto la torre e ha il suo perno
sulla piazza Giovanni da Verrazzano e via Bellavista, merita una visita.
Torre del porto (Marina di Campo): torre tradizionalmente attribuita ai pisani.
Non è visitabile dall'interno.
Chiesa di San Mamiliano (Marina di Campo):
secondo la tradizione popolare sarebbe stata fondata prima del Mille, consacrandola a uno dei
santi più venerati dell'Arcipelago toscano.
Acquario dell'Elba: piccolo ma ben organizzato e tra i più completi nel
Mediterraneo, si trova a un paio di chilometri da Marina Campo,
all'imbocco della strada di Fonza. Vi sono 60 vasche con 150 specie di
organismi marini, alcuni anche rari. All'interno
si trova anche il museo faunistico dell'isola.
Chiesa di San Niccolò (San Piero): la leggenda dice che sia stata
edificata su un tempio antico. E' l'unica romanica pisana a due
navate. Gli affreschi interni, non molto ben conservati, sono quattrocenteschi.
Chiesa parrocchiale (Sant'Ilario): a tre navate, con una
bella facciata barocca. Pare che sia stata costruita sulle mura di
una rocca piasana, di cui il campanile faceva da torre di guardia.
Torre di San Giovanni: torre pisana dell'XI secolo, sopra i paesi di San Piero e Sant'Ilario.
Chiesa di San Giovanni: chiesa pisana in stile romanico del XII secolo, oggi abbandonata.
Eremo di San Francesco: nella valle omonima, sulle pendici del monte Perone, è oggi ridotto a rudere.
Nave di Cavoli: manufatto romano in granito incompiuto, dalla vaga forma di nave.
Cave e colonne romane e medievali di granito: si trovano sparse tra Cavoli e Seccheto, anche
molto vicino al mare. Suggestive le colonne sbozzate e i segni di taglio del granito poco
sopra Cavoli. Nel fosso di Vallebuia una colonna reca ancora l'iscrizione
del committente (l'Opera del duomo di Pisa) |
|
Itinerari a Campo nell'Elba |
Da Marina di Campo si può raggiungere la
tranquilla spiaggia di Galenzana, con un
percorso lungo costa di una quarantina di minuti, che parte dalle
vicinanze della torre del porto.
Da Sant'Ilario partono due interessanti percorsi, anche da fare in bici: la salita per
il monte Perone (circa ¾ d'ora a piedi), coperto da splendide pinete e leccete e da cui partono
sentieri per le alture vicine, e la strada che un tempo congiungeva il
paese ai centri della costa nordoccidentale.
Da San Piero si possono intraprendere diverse escursioni: a monte
Maolo, alle aree archeologiche di Piane al Canale, le Macinelle e le Mure, al suggestivo
mulino abbandonato di Moncione. I sentieri sono segnati, ma è meglio dotarsi di una cartina.
Da Cavoli e Seccheto si possono raggiungere le antiche cave di granito. Con un po' d'occhio si possono
scorgere colonne sbozzate e abbandonate nella macchia. Da non
perdere è anche la deviazione che da Cavoli porta alla cosiddetta
“nave”, un manufatto di granito romano dalla forma in parte
abbozzata. Alcune di queste deviazioni non sono però segnalate.
Da Fetovaia parte un percorso ciclabile sopra costa, che giunge fino a Chiessi, passando per
Pomonte; in parte sulla provinciale, in parte sterrato tra la macchia.
Da Literno si ha accesso alla rete sentieristica dell'Elba centrale, tra cui la strada medievale
che corre lungo il crinale delle colline giunge a Colle Reciso, sopra Portoferraio. |
|