| Capoliveri |
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| Mappa |
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| Capoliveri |
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Superficie: 39,51 Kmq.
Coordinate Nord: 4245'0"N
Coordinate Est: 1023'0"E
Altitudine: mt. 167 s.l.m.
Abitanti: 3627 (95 ab/kmq)
Prefisso Telefonico: 0565
Cap: 57031
Codice Istat:
049010
Codice Catastale: B669
Nome Abitanti: Capoliveresi
Santo Patrono: San Rocco
Festa patronale: 16 agosto |
| Numeri Utili |
Comune 0565967611
Carabinieri 0565968401
Polizia Municipale:
0565935200
Protezione Civile: 0565935062
Pubblica Assistenza:
0565968121
Corpo Forestale: 056599059 |
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| Capoliveri Isola d'Elba |
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| Capoliveri |
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La capitale turistica dell'Elba può essere
considerata Capoliveri. Probabilmente a renderla
tale vi è la lunga fascia costiera che ricade
nel suo comune: parte da un tiro di schioppo
da Marina di Campo fino ad arrivare a un altrettanto
tiro schioppo da Porto Azzurro. In mezzo c
di tutto: dall'ampio arenile di Lacona,
secondo per lunghezza solo a Marina di Campo,
alla zona umida di Mola, punto di sosta esclusivo
di molte specie migratorie; dalla selvaggia Costa
dei Gabbiani alle spiagge trendy di
Lido e Naregno; passando per cale pi
o meno affollate, pi o meno riparate del promontorio di Calamita.
Capoliveri è l'unico paese collinare dell'isola che ha saputo
rendersi allettante al circuito turistico. Certo, questo a sacrificio
delle caratteristiche medievali tipiche di questi borghi. Ma provate
ad aggirarvi per i vicoli del centro storico che spiovono dalla centrale
via Roma, e vi accorgerete che in alcuni angoli è ancora possibile ravvisare
l'antica atmosfera. Il paese è di origine romana, come suggerito
dal nome: Caput liberum, altura di libertà. O forse di Libero, altro
nome con cui era conosciuto Bacco, a testimonianza di una millenaria attività
vitivinicola. La prima versione rimanda a una tradizione popolare
che vuole il paese in epoca antica quale confino di debitori e malfattori,
che qui potevano godere di una certa libertà e indipendenza. Certo
una versione nata e alimentata dai locali, gente che ha sempre
vantato un carattere fiero. Non è un caso se addirittura Napoleone
arrivò quasi a dichiarare guerra al paese, in quanto i suoi esattori
delle tasse furono respinti sdegnosamente. Cosa dichiarata con vanto dai capoliveresi odierni.
Ritornando ai romani, di essi le tracce rimangono in un'importante necropoli,
poco sotto il paese, nella località significativamente detta Profico. In essa
sono state trovate anche sepolture etrusche, che lasciano supporre
una frequentazione umana della zona pi antica.

Sotto i pisani Capoliveri fu il centro pi importante
dell'Elba, tanto che i governanti della repubblica
marinara lo elessero a capitana, in pratica
capoluogo dell'isola. Vi fecero costruire anche una chiesa plebania, San Michele,
a poca distanza dal borgo, che nel Trecento assumerà la massima
importanza e accumulerà grosse entrate finanziarie.
Nel corso del XVI secolo andrà distrutta dalle
scorrerie turche di Barbarossa e Dragut, e di
essa oggi rimane solo l'elegante abside inglobata in una cappella ottocentesca.
Sono proprio le scorrerie del Cinquecento ha segnare spesso il volto del
paese. L'una a seguire di pochi anni l'altra, con i paesani a intraprendere
continuamente un'opera di ricostruzione, provati dalla miseria e dai
lutti in cui sprofondavano dopo questi eventi. Ma passata la bufera,
trovavano anche la fede di costruire gioielli architettonici. E' il
caso del santuario della Madonna delle Grazie, edificata in una piegatura
della valle dei Pinelli, quasi a volerla difendere dai pericoli del mare
vicino. Al suo interno una bella tela della Madonna con il bambino,
attribuita a Marcello Venusti, forse anch'essa scampata alle piraterie
subite dai monaci di Montecristo.
In quegli Capoliveri fu dotata anche di mura, distrutte
agli inizi del Settecento per rappresaglia. Di esse oggi rimangono
solo i toponimi sparsi per il centro storico: Gitto, Fosso, Fortezza, Baluardo, Torre.
Il XVII secolo è sotto il segno degli spagnoli, che fondarono la piazzaforte
di Longone, a vista di Capoliveri. Per evitare brutte sorprese dal
mare, gli iberici vollero fabbricare il forte Focardo, a un tiro
di schioppo da Capoliveri, che si ritrovò dunque questo francobollo di
Spagna sotto casa. Oggi nella ridotta militare c' un bel faro ottocentesco
ed è diventato proprietà della marina.
La tradizione mineraria di Capoliveri, non è così marcata come
nel riese: a parte un primo probabile sfruttamento in tempi antichi, il
ferro è stato estratto in maniera sistematica dalla metà dell'Ottocento
fino agli anni 1980. Tre sono le miniere di questa zona, tutte
sul mare: Calamita, la pi estesa; Ginevro, l'unica all'Elba in
galleria; Sassi Neri, con il suo caratteristico laghetto artificiale.
Oltre che un importante sito mineralogico e di archeologia industriale
da recuperare, offrono bellissimi scorci per le varie colorazioni della terra.

Molte sono le località sorte con il turismo nel dopoguerra,
un tempo dedite ad altre attività e oggi votate alla nuova industria:
l'Innamorata, in passato centro nevralgico dell'attività mineraria capoliverese
e adesso teatro di una suggestiva e antica rievocazione in costume;
Naregno, che fu centro metallurgico in tempi antichi, come dimostrano
i grossi accumuli di scorie qui trovate; Lido, con il suo entroterra
intensamente coltivato fino a non moltissimi anni fa.
Ma il centro pi importante è Lacona. Il turismo ha radicalmente cambiato
faccia a questo posto, ma è ancora possibile osservare aspetti caratteristici:
la chiesa della Madonna della Neve, barocca ma dal visibilissimo bozzato romanico medievale;
gli estesi vigneti e oliveti della piana; le dune della spiaggia,
ormai l'unica all'Elba ad aver conservato questo ambiente. E a dimostrazione
che il territorio capoliverese era decisamente ostile a Napoleone rimane un
aneddoto laconese, oggi impresso sul marmo di una casa. Trovatosi
a passare da qui, l'esiliato vide un contadino intento ad arare la terra e
volle lui stesso provare a condurre i buoi. Ma questi, sentita una
guida poco esperta, si ribellarono, lasciandolo, presumibilmente, schiumante
di rabbia per gli affronti che uomini o animali di questa terra gli riservavano a ogni sua mossa.

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| Il Comune di Capoliveri : |
Località balneare segnalata con tre vele nella Guida Blu di Legambiente
Parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano |
| Località e Frazioni di Capoliveri |
 Lacona |
 Norsi |
 Naregno |
 Morcone |
 Pareti |
 Innamorata |
 Straccoligno |
 Lido |
Madonna delle Grazie Zuccale Mola |
| da visitare a Capoliveri |
 Centro Storico |
 Via Roma |
 Miniere M. Calamita |
 Madonna delle Grazie |
 Madonna della Neve |
 Pieve di San Michele |
Merita una visita il centro storico medievale di
Capoliveri, formato dalla centrale via Roma e venti vicoli (detti dai locali chiassi) a lisca di pesce che spiovono
da essa; la parrocchiale, dedicata alla Madonna Assunta, cinquecentesca con due interessanti tele all'interno;
le caratteristiche piazzette del Gitto e della Vantina.
In centro, nei locali sottostanti la piazza Matteotti, si trova anche il piccolo ma ricco museo mineralogico Alfeo Ricci.
Chiesa di San Michele: di origine pisana (XII secolo), fu distrutta
dai pirati alla metà del Cinquecento, e restaurata da pochi anni.
Di essa rimane l'abside e parte di un muro perimetrale, inglobati in una struttura cimiteriale dell'Ottocento, attualmente sconsacrata.
Santuario della Madonna delle Grazie: edificato nel Cinquecento
sulle fondamenta di un edificio forse medievale. Conserva una
tela della Madonna attribuita a Marcello Venusti.
Forte Focardo: costruito nel 1678 dagli spagnoli
per dar manforte alla piazza di Longone. La sua artiglieria
doveva creare un tiro incrociato con il fratello
maggiore, come fuoco di sbarramento al golfo.
A Lacona l'unico edificio storico degno di visita
il santuario della Madonna della Neve,
di origine romanica, ma ristrutturato in barocco. |
| Itinerari a Capoliveri |
Due sono le zone pi apprezzate dagli escursionisti. La più importante è il monte Calamita.
Gli itinerari sono tutti piste forestali o strade sterrate, quindi ottimi anche per giri in bici o cavallo. Vi sono varie
possibilità di visitare il promontorio: tramite una sorta di anello basso di una ventina
di chilometri, un anello alto intorno alla cima del monte percorribile in un paio d'ore a piedi,
il coast to coast dall'Innamorata a Buzzancone. I punti di partenza classici per questi
itinerari sono la piazza del municipio di Capoliveri e la fattoria Ripalte.
Nonostante la possibilità di perdersi sia remota è meglio dotarsi di una carta dei sentieri.
La seconda zona è il promontorio di Fonza. Gli itinerari principali sono due: la vecchia strada detta
della Segagnana, che un tempo univa Lacona a Marina di Campo; e il sentiero Monumento-Capo
Fonza, che passa sulle cime del Tambone e di Fonza. Il periodo migliore per
percorrerli è la primavera, quando la macchia è in fiore. Belli sono anche i panorami sulla
costa meridionale dell'isola, e degni di interesse sono alcuni caprili che si trovano sul crinale.
A parte la piccola miniera di Sassi Neri, con il suo caratteristico laghetto artificiale,
le altre miniere, essendo demanio statale, non possono essere visitate senza autorizzazioni.
Bello è anche il vecchio tracciato che da Capoliveri porta alla Madonna delle Grazie,
forse di origine medievale, con l'ultimo tratto lastricato alla fine del Settecento.
Interessante è anche il tracciato che dalla Madonnina, poco sotto Capoliveri, raggiunge Norsi, passando
dalla spiaggia del Lido. Si tratta di un breve spezzone di un collegamento militare costiero, che
fino a qualche decennio fa si prolungava dall'Innamorata a Lacona. |
| Le spiagge di Capoliveri |
Fonza,
Ghiaieto,
Laconella,
Lacona,
Capo di Stella,
Margidore,
Acquarilli,
Norsi,
Felciaio,
Lido di Capoliveri,
Zuccale,
Barabarca,
Stecchi,
Madonna delle Grazie,
Peducelli,
Morcone,
Pareti,
Innamorata,
Calone,
Francesche,
Cannello,
Punta Rossa,
Remaiolo,
Ginepro,
Punta Bianca,
Stagnone,
Sassi Neri,
Punta Nera,
Buzzancone,
Istia,
Calanova,
Malpasso,
Straccoligno,
Ferrato,
Capo Perla,
Naregno,
Fontanella,
Mola
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