Siamo nella parte del promontorio di Fonza che guarda verso Marina di Campo. Il
percorso è molto bello per i panorami sulla costa meridionale dell'isola, e per
la presenza di antiche tracce umane sul promontorio. Il primo tratto è la strada
detta della Segagnana, che fino a non moltissimi anni fa costituiva il
collegamento principale tra Marina di Campo e Lacona e rappresentava una delle
prove speciali classiche sterrate del rallye dell'isola d'Elba.
Uscendo da paese di Marina di Campo, imbocchiamo la strada asfaltata del Monumento, verso Lacona. Dopo un
centinaio di metri, deviamo a destra, seguendo l'indicazione per l'acquario
dell'Elba. Ancora un centinaio di metri, e deviamo nuovamente a destra, questa
volta non seguendo la strada per l'acquario. Ci troviamo su una sterrata dal
modesto traffico veicolare. Costeggiamo un campeggio e iniziamo a salire tra
case sparse e una macchia che in primavera diffonde i suoi aromi. In qualche
punto possiamo godere dello scorcio della spiaggia e del centro di Marina di Campo.
Arrivati su uno scollinamento si para sotto di noi la bella spiaggetta di Fonza. Scendiamo fino ad attraversare
un fosso e trovarci a un bivio. Seguiamo la strada a sinistra in leggera salita,
che passa vicina a delle villette. Dopo poco ci troveremo su un buon fondo
ampio, tra la macchia bassa a lentisco, rosmarino, cisti e ginestre, che ci
permette di avere sempre una veduta sulla costa sottostante. In primavera
splendono le ricche fioriture gialle della ginestra comune e di quella spinosa, che inebriano dei loro profumi.
Impiegheremo un'ora circa per arrivare allo scollinamento della strada. Ci troviamo sulla sella erbosa tra i
monti Tambone e Fonza, dove si può fare una piccola sosta. Essa prosegue in
discesa per Lacona, mentre a sinistra continua a salire verso il monte Tambone.
Noi invece prendiamo la carrareccia a destra, per salire non ripidamente sul
monte Fonza (295 metri). Da quassù il panorama è superbo. Spazia sui due
versanti: a est con i golfi di Lacona e Stella e con i promontori di capo Stella
e di Calamita; a ovest il golfo di Campo e il monte Capanne. Senza contare le
isole di Pianosa e Montecristo all'orizzonte. La strada prosegue lungo il
crinale erboso e dalla vegetazione bassa, segno della violenza del vento,
costeggiando due caprili, segno della passata attività pastorizia della zona.
Tra l'altro queste strutture a igloo di sassi a secco sono le uniche all'Elba al
di fuori del massiccio del monte Capanne, dove invece si trovano facilmente. Se
proseguiamo ancora possiamo arrivare fino al capo Fonza, per su un percorso dal
fondo brutto, le pendenze significative e la macchia invadente. Arriveremo a una
sorta di terrazza a picco sul mare, dalla vista per semioccultata dall'alta
vegetazione. In compenso le fioriture e gli aromi primaverili sono eccezionali
e, se si è fortunati, si può incontrare anche qualche lepre in corsa.
Dal primo caprile semidiroccato che abbiamo incontrato sul crinale, teniamo l'occhio a destra per notare un sentiero
inizialmente male tracciato e non segnalato. Su esso proseguiremo per il nostro
itinerario. Dapprima scende dolcemente tra una macchia sempre bassa,
costeggiando un altro caprile diruto dalle arature dei cinghiali che abbondano
in questa zona. Poi la discesa si fa più ripida, regalandoci per bei panorami su Marina di Campo.
Ormai in prossimità del mare, costeggiamo un rudere sotto una pineta, e imbocchiamo un sentiero che corre
sopra la costa. Non ci sono segnalazioni, quindi occorre prestare un minimo di
attenzione. E altrettanta attenzione va fatta per attraversare un fosso. In
pochi minuti arriviamo alla spiaggia ghiaiosa di Fonza. Da essa una strada ci
permetter di chiudere il giro del promontorio, e di ritornare a Marina di Campo
in un'ora. |