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E' uno degli itinerari più belli
dell'isola per vari aspetti:
quello paesaggistico, attraverso
una delle più ampie vallate;
quello umano, con gli splendidi
terrazzamenti delle vigne che
si abbarbicano sulle pendici;
quello archeologico, per la
presenza di antichi domoliti
pastorali; e altri non secondari.
Il periodo peggiore per affrontarlo
l'estate, poiché il fosso
all'asciutto e quindi non
ci permette di ammirare le cascatelle
e le pozze d'acqua.
Si parte dall'interno
dell'abitato di Pomonte. Imboccando
la strada asfaltata che fiancheggia
la chiesa, dopo circa duecento
metri, si stacca una strada
a destra, che traversa il fosso
con un ponticello in cemento.
Siamo sul sentiero 9. Si sale
subito su un percorso lastricato
in mezzo a vigneti, purtroppo
in gran parte abbandonati alla
macchia. Tuttavia ci si accorger
che la costanza e la fatica
dell'uomo hanno inciso i pendii
della vallata con stretti e
sinuosi terrazzamenti, quasi
sempre occupati da un solo filare
di viti, tagliati trasversalmente
da ripidi viottoli e canalizzazioni.
Un lavoro secolare che è arrivato
a spingersi fino ad altezze
impressionanti, fin dove c'era
spazio vitale per le coltivazioni,
in una perenne lotta con macchia
e coti granitiche.
Arriviamo al bivio col sentiero 31, che rappresenterà
il nostro ritorno. Proseguiamo
sul 9, in salita dapprima disagevole,
poi sempre più dolce. A sinistra,
poco sotto di noi serpeggia
il fosso Barione. Ci addentriamo
sempre più nella valle, e gli
ex coltivi lasciano il posto
a una macchia rigogliosa, soprattutto
a cisti. Superiamo il greto
franoso del fosso Porterogna,
e costeggiamo un rudere di magazzino agricolo.
Dopo poco attraversiamo
il fosso Barione, in prossimità
di un piccolo gruppo di castagni,
e risaliamo abbastanza faticosamente
sul pendio opposto, in località
Poio. Poco sopra di noi altri
magazzini abbandonati sono assediati dalla macchia.
In breve, dopo un percorso pianeggiante, arriviamo
a costeggiare da vicino il greto
del fosso Barione. Il sentiero
prosegue ora lungo questo corso
d'acqua dalla buona portata
per gran parte dell'anno. In
alcuni tratti dovremo passare
da una riva all'altra. La vegetazione
si fa molto interessante: molti
tratti sono ombreggiati da castagni
e carpini, mentre negli anfratti
pi umidi si aprono i ventagli
della Osmunda regalis, una felce
altrove rara, ma all'Elba abbastanza
comune.
Arrivati in fondo alla valle, il percorso si inerpica
sul fianco destro in ripida
ascesa, sotto una bella lecceta.
Essa cede dopo non molto lo
spazio a una macchia molto bassa
a eriche e cisti, che ci permette
di godere di qualche colpo d'occhio
dall'alto della vallata che
abbiamo appena traversato. Da
quassù, con un buon binocolo,
potremo scorgere anche qualche
volo planato di rapaci. Alla
fine della salita ci troviamo
sul colle della Grottaccia (645
metri), in prossimità di un
caprile diroccato, dove potremo
riposare.
In questo punto si apre un trivio: salendo a
sinistra (sentiero 8, GTE) si
arriva alle Filicaie, proseguendo
(sentiero 30) si raggiunge l'interessante
area delle Macinelle. Noi invece
deviamo a destra, sul sentiero
31, per tornare a Pomonte. Inizialmente
saliamo lungo i crinali del
colle, dove si scorgono imponenti
muri a secco, forse l'antica
cinta del villaggio d'altura
in località detta appunto le
Mure. Arrivati su un ampia sella
erbosa, spesso arata dai cinghiali,
ci appaiono i caprili, strutture
a igloo usati un tempo dai pastori.
Sono molto probabilmente l'ultima
testimonianza di un villaggio
protostorico. Da quassù il panorama
sulla costa campese è straordinario.
Dopo la doverosa sosta, scendiamo lungo il crinale
dei monti, toccando il Cenno
e l'Orlano. Arrivati a quest'ultimo,
in prossimità di un nuovo caprile,
inizia una discesa ripida. Inizialmente
la percorriamo tra una vegetazione
bassa e diradata, frutto di
recenti incendi, ma che almeno
ci permette di avere uno scorcio
dall'alto su Pomonte. In seguito
la macchia è sempre più alta,
costituita da eriche, corbezzoli,
cisti e ginestra dei carbonai,
che in primavera si ricoprono
di delicati fiori multicolori.
Giunti alla fine del sentiero, ci ritroveremo
sul percorso 9, affrontato qualche
ora prima. Ci basterà deviare
a sinistra per tornare in qualche
decina di minuti a Pomonte.
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