| Portoferraio |
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| Stemma |
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| Mappa |
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| Portoferraio |
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Superficie: 47,76 Kmq.
Coordinate Nord: 4249'0" N
Coordinate Est: 1019'0" E
Altitudine: mt. 4 s.l.m.
Abitanti: 12013 (256 ab/kmq)
Prefisso Telefonico: 0565
Cap: 57037
Codice Istat: 049014
Codice Catastale: G912
Nome Abitanti: Portoferraiesi
Santo Patrono: San Cristino
Festa patronale: 29 aprile |
| Numeri Utili |
Comune 0565937111 Carabinieri 0565916445
Polizia Municipale: 0565937252
Misericordia: 0565914009
SS. Sacramento: 0565914010
Croce Verde: 0565917070
Corpo Forestale: 0565915067 |
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| Portoferraio Isola d'Elba |
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| Portoferraio | |
Molto spesso è considerata il punto d'arrivo all'Elba, e per questo subito lasciata per raggiungere
la propria meta. E pensare che Portoferraio, il capoluogo dell'isola, è stata per lungo tempo
un esempio di architettura militare di alto livello tra i porti fortificati del Mediterraneo. A testimoniarlo c il
giudizio di Giordano Bruno, che la voleva tanto perfetta da parlarvi in latino. D'altra parte
la sua fondazione fu seguita in modo maniacale dal granduca di Toscana Cosimo de Medici,
tanto che gli archivi medicei riguardanti il 1548, sono pieni di carte relativi a ordini di lavori di
costruzione della sua piazzaforte. Fortissimamente sua, tanto da chiamarla Cosmopoli.
Impegnati in quest'opera furono chiamati i pi grandi ingegni di architettura militare granducali,
su tutti Giovanbattista Bellucci e Giovanni Camerini. La piazzaforte fu impostata su tre
capisaldi: il Forte Falcone, il Forte Stella e la Torre della Linguella. A proteggere il lato
di terra furono innalzati i possenti bastioni del fronte d'attacco e aperto il fossato
del Ponticello, che separò fisicamente il promontorio di Portoferraio dal resto dell'isola
fino ai primi anni del 900. Due porte si aprivano in questo circuito fortificato: quella di terra, arditamente
scavata nello scoglio vivo, e quella elegante di mare, che si affaccia sulla darsena.

Durante i lavori di fondazione e i successivi di riadeguamento, non si scavava pozzo
o fondamenta senza trovare reliquie romane, minuziosamente descritte dagli scopritori e subito
spedite a Firenze. Da esse è stato possibile scoprire, anche ai giorni nostri, l'origine e
lo sviluppo urbano romani della città. Essa fu conosciuta con il nome di Fabricia, termine
invero pi di tradizione erudita che reale, di cui oggi rimangono poche tracce, inglobate nelle
costruzioni moderne. Le pi significative sono senz'altro due ville patrizie, alla
Linguella e alle Grotte. La prima conserva ancora bei pavimenti a mosaici
policromi, mentre della seconda, all'altra estremità della rada, si riconoscono
gli ambienti termali e la grande vasca ornamentale del giardino.
Sempre a proposito di vestigia imperiali, vi sono le due dimore dell'imperatore francese Napoleone,
seppur giunto all'Elba con il suo prestigio a pezzi. La dimora ufficiale è la palazzina dei Mulini,
in posizione dominante sulla città, tra i forti del Falcone della Stella.
Quando Bonaparte la rilevò per avere un tetto sulla testa
era formata da due padiglioni, sede del genio e dell'artiglieria, raccordati da un basso
corpo centrale. Quest'ultimo fu fatto rialzare dal nuovo proprietario, e ne fu ricavato un
salone da ballo. Il primo piano era di pertinenza di Napoleone, il secondo riservato alla moglie
Maria Luisa, che per non lo raggiunger mai, e destinato alla sorella Paolina.

Come maison de plaisance Bonaparte acquistò un casolare nell'affascinante vallata di San Martino.
L'abitazione è molto semplice, nobilitata solo dalla bellissima sala egizia, affrescata in modo da ricordare
a chi la visitava i fasti della campagna in Egitto. Il monumento neoclassico sottostante
la villa fu invece costruito una quarantina danni dopo l'esilio da Anatolio Demidoff,
principe russo e appassionato collezionista di cimeli napoleonici. La bella struttura era stata
pensata per accogliere la sua collezione, una delle pi ricche del mondo, ma il suo sogno
fu vanificato dalla morte e soprattutto dalla dilapidazione del nipote, a cui and tutto il materiale.
Per tornare ai piaceri di una villeggiatura estiva, Portoferraio offre la costa pi bella dell'Elba. E quella
che parte dalla spiaggia cittadina delle Ghiaie e si dilunga fino al promontorio dell'Enfola:
una scogliera bianca incastonata di piccole cale a ghiaie dello stesso colore. Un colpo
d'occhio talmente bello, soprattutto dal mare, che molto probabilmente colpì i naviganti greci,
tanto da chiamare questa località Porto Argo, appunto dal suo biancore. Assolutamente impedibili
in primavera le fioriture di fico degli ottentotti a Capo Bianco: stelle rosse in mezzo al biancore
delle rocce e allo scintillio del mare.

Come non citare il promontorio dell'Enfola, una cupola verdeggiante di poco pi di cento metri di
altitudine, unita al continente elbano da una sottile striscia di poche decine di metri
di larghezza. Qui si nota anche un marfaraggio, la struttura a terra di una tonnara, a ricordarci
la profonda vocazione di questa zona alla pesca fino a non moltissimi anni fa.

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| Il Comune di Portoferraio : |
| Località balneare segnalata con tre vele nella Guida Blu di Legambiente |
| Località e Frazioni di Portoferraio |
 Carpani |
 Biodola - Scaglieri |
 Bagnaia |
 Magazzini Schiopparello |
 Viticcio |
 Enfola |
| da visitare a Portoferraio |
 Città Medicea |
 Villa delle Grotte |
 Ville Napoleoniche |
 S. Stefano alle Trane |
 La Linguella |
 Teatro dei Vigilanti |
Sono innumerevoli le attrazioni della città
di Portoferraio. Innanzitutto il sistema difensivo mediceo: il Forte Falcone (non accessibile per all'interno),
il Forte Stella, la Torre della Linguella (spesso aperta in estate per esposizioni e mostre), i
bastioni del fronte di terra. Sempre medicei sono i due ingressi al centro della città: la porta
di terra e quella di mare, che si affaccia sulla darsena.
Le testimonianze romane tuttora rimaste sono la villa della Linguella, ai piedi della
torre ottagonale medicea, dove si possono vedere i bei mosaici pavimentali; e la villa delle
Grotte, sull'altro lato della rada, a qualche chilometro dalla città, in posizione
panoramica. Entrambe sono nate nel corso del I secolo a. C., ma la prima ha una frequentazione molto pi lunga.
Di interesse napoleonico sono le due residenze: la palazzina de Mulini, nella parte alta del
centro storico, il cui giardino si estende sul terrapieno del bastione mediceo dei Mulini;
e la villa di San Martino, la casa di campagna nella vallata omonima, a circa quattro chilometri dalla città.
A San Martino si trova anche la galleria Demidoff, che sebbene non di epoca napoleonica a quel contesto
si riferisce. Essa ospita ogni estate mostre legate al mito dell'imperatore francese, mentre in inverno conserva
stampe de'poca, nonché la Galatea, statua marmorea attribuita a Canova. Un piccolo museo dedicato
al corso è contiguo alla chiesa della Misericordia, vicino alla palazzina dei Mulini: tra i cimeli conserva
due calchi in bronzo, della mano e del volto di Bonaparte defunto. Altra testimonianza della permanenza
in città è il teatro dei Vigilanti, in piazza Gramsci, ristrutturazione della chiesa sconsacrata della Madonna del Carmine.

Nel centro urbano vi sono altri interessanti edifici da visitare. Tra i luoghi di culto: il
Duomo, la chiesa del Santissimo Sacramento, la chiesa di San Rocco e la cappella della Santissima Annunziata.
Tra gli edifici storici: la Biscotteria (oggi sede municipale), l'Arsenale delle galeazze (sede
del mercato coperto), la Caserma de Lauger (sede della pinacoteca Foresiana).
Alla Linguella si trova anche il museo archeologico, che raccoglie numerosi rinvenimenti
sia terrestri che marini che illustrano la storia antica dell'Elba.
Al di fuori del circuito murario mediceo vi sono altre opere difensive, soprattutto ottocentesche.
Tra tutte il Forte Inglese, cos chiamato perché quartier generale per pochi mesi degli inglesi nel
1797. Fu poi ricostruito dai francesi con il nome di Saint Hilaire, ma la sua prima fondazione si
deve agli ingegneri medicei, nel 1700. Vi sono poi la ridotta di San Rocco, a poca distanza
dal precedente; e il fortino del monte Bello, fuori dal centro urbano, e oggi ridotto a rudere.
Nei dintorni di Portoferraio, oltre a quello citato sopra, vi sono testimonianze di tutte le epoche:
- Castiglione di San Martino: fortezza d'altura etrusca, forse a difesa di un modesto abitato,
su una collina di fronte alla villa napoleonica.
- Forte di Luceri: ruderi di un castello di origine ignota, secondo qualcuno romana sulla
cima del Colle di Santa Lucia. Oggi se ne vedono solo le mura perimetrali.
- Chiesa di Santa Lucia: sorge all'interno del castello sopra detto. Anch'essa è di origine sconosciuta:
i documenti iniziano a parlarne dal XVII secolo.
- Forte del Volterraio: edificato dai pisani, forse partendo da una semplice torre nell'XI
secolo. Si dice sia stato fondato su una precedente fortezza etrusca. Non fu mai espugnato.
- Chiesa di Santo Stefano alle Trane: del XII secolo, romanica, dai bei fregi. L'unica romanica elbana
ad essere stata salvata dall'abbandono e riaperta al culto.
- Orto botanico dell'Ottone: giardino d'acclimatazione all'interno del campeggio
Rosselba. Vi si trovano palme provenienti da tutto il mondo, anche in esemplari rari.
- Valle delle ceramiche: in località San Martino, fu aperta dall'artista elbano Italo
Bolano, che vi ha esposto una ventina di opere monumentali. |
| Itinerari a Portoferraio |
Dalla periferia di Portoferraio si raggiungono alcune aree escursionistiche.
Dal quartiere di Carpani si può risalire al monte delle Poppe e da qui i percorsi della zona. Innanzitutto la strada
che collega Acquaviva alla località del Capannone, per poi poter proseguire verso i sentieri delle
colline centrali dell'isola.
All'Enfola si può intraprendere la strada militare che sale verso la vetta del promontorio, dove
si trovano le strutture abbandonate di una postazione militare della seconda guerra mondiale.
Da Viticcio un sentiero giunge a Forno, con due deviazioni: per la Penisola e per le Cime.
Anche da San Martino si possono fare belle escursioni nei boschi circostanti,
o raggiungere il Castiglione, dove si trova la fortezza etrusca.
Da San Giovanni si può salire alla fonte di Schiumoli e accingersi ai sentieri del monte Orello. Le
colline della parte centrale sono ricche di itinerari. Il principale è la strada medievale che dall'Acquabona arriva
a Literno, seguendo il crinale dei monti.
Infine da segnalare il sentiero che da Colle Reciso raggiunge il Colle Santa Lucia, con le rovine
del castello di Luceri e la chiesetta che d il nome al monte. |
| Spiagge di Portoferraio | |
Seccione,
Biodola,
Scaglieri,
Forno,
Viticcio,
Capo d Enfola,
Enfola,
Sansone,
Acquaviva,
Sottobomba,
Capo Bianco,
Padulella,
Cala dei Frati,
Le Ghiaie,
Le Viste,
Grigolo,
Antiche Saline,
San Giovanni,
Le Grotte,
Le Prade,
Schiopparello,
Magazzini,
Ottone,
Ottonella,
Bagnaia |
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